Quando superiamo i limiti di velocità commettiamo un’infrazione al codice della strada.
Nel caso ci sia un autovelox in zona la nostra violazione segnalata alla polizia locale e, nel giro qualche tempo, riceveremo una brutta notizia.
Le conseguenze sono una multa più o meno salata a seconda della velocità e la decurtazione di punti dalla patente.

Come funziona l’autovelox?

Passando con una velocità superiore a quella impostata sull’autovelox, quest’ultimo scatta una fotografia del veicolo. Le varie infrazioni vengono registrate sul dispositivo per poi essere recuperate dalla polizia municipale.
I limiti da non superare sono:

50km/h in città (con possibili tratti a 70km/h dove segnalato);
90km/h nelle strade extraurbane secondarie e locali;
110km/h nelle strade extraurbane principali, ovvero le superstrade;
130km/h in autostrada.

Il problema degli autovelox

Negli ultimi anni il numero delle multe fatte da autovelox contestate è aumentato.
Succede con una certa frequenza, infatti, che i Comuni vengano attaccati ed accusati di utilizzare le multe per “fare cassa”. Le accuse sono dettate dal fatto che le multe sono aumentate con il passare del tempo. Nella maggior parte dei casi però questo genere di accuse risultano essere prive di fondamento.
Secondo la legge italiana gli autovelox devono essere posizionati in zone ben visibili e devono essere segnalati ad una distanza minima di:

400m in autostrada;
250m sulle strade extraurbane principali;
150m sulle strade secondarie;
80m in città.

La novità

L’ultima novità sugli autovelox si è arrivata dopo un ricorso richiesto da un’automobilista riguardo una multa ricevuta in Molise, a Macchia d’Isernia.

La contravvenzione era stata emessa da un autovelox posizionato sul lato destro della carreggiata, anziché sul sinistro, come previsto dal decreto del prefetto.
Dopo il ricorso il conducente ha vinto prima davanti al Giudice di Pace poi anche davanti al Tribunale d’Isernia.
La Corte di Cassazione ha stabilito che si può impugnare la sanzione con successo se il decreto prefettizio prevede l’installazione dell’autovelox nel senso di marcia opposto a quello in cui è collocato.

In pratica, se l’autovelox si trova dall’altra parte della carreggiata si può contestare la multa con buone possibilità di vittoria.